venerdì 28 marzo 2014

I benefici dell’Aloe Vera


L' aloe è una pianta grassa originaria dell'Africa centrale ed è nota da millenni per le sue proprietà  medicinali ed è notevole il fatto che gli usi antichi di questa pianta siano gli stessi di oggi, in Occidente come in Oriente.
Il nome dell'aloe deriva dall'arabo “Alua”, amaro.
L’Aloe Vera “Extra Equilibra” contiene puro succo al 100% non diluito, ottenuto da foglie selezionate, lavorato e stabilizzato a freddo. E’caratterizzata da foglie carnose e dal margine seghettato. Dal centro della pianta si sviluppa un fiore dalla forma tubulare, con steli lunghi, dal colore rosso.

Dalle foglie dell'
aloe è possibile ottenere due tipi di estratti, il succo condensato e il gel, che utilizzati come sostanze terapeutiche possiedono costituenti chimici, indicazioni e interazioni farmacologiche diverse fra loro.
L’Aloe normalizza il ph, riduce i fermenti e favorisce l’equilibrio dei batteri simbiotici gastrointestinali, stimola il sistema immunitario favorendo l’equilibrio di linfociti T e B, riduce gli effetti collaterali provocati dai farmaci all’apparato digerente come crampi e all’apparato urinario.
Sembra che l’Aloe stimoli il rilascio del fattore Alfa della necrosi del tumore che blocca il rifornimento di sangue alla massa tumorale, favorisce un’azione dilatante sui capillari, presa giornalmente l’Aloe Vera riduce il tasso di colesterolo poiché contiene un ingrediente che lo emulsiona, inoltre stimola la pulizia e la purificazione del sangue nel fegato e aiuta a correggere le disfunzioni epatiche.
L’Aloe si è rivelata anche un buon coadiuvante per ridurre i problemi causati dalla tensione.
Ricetta casalinga per una crema notte, utile per la cura e l'idratazione della pelle?


 
  • Un bicchiere e mezzo di acqua distillata:
  • Mezzo cetriolo tritato ( senza buccia );
  • Mezzo etto di gel di aloe vera.
Frullate tutti gli ingredienti sino ad avere un buon impacco omogeneo, spalmate con cura il prodotto prima di mettervi a letto e sciacquate al mattino.
La "poltiglia" può essere posta in frigorifero per un massimo di due giorni, ed ovviamente verificate preventivamente, in presenza di allergie se l'aloe può essere applicata sulla pelle senza provocare conseguenze e reazioni.


Federica De Sanctis


giovedì 27 marzo 2014

Alluminio: I modi per riciclare le lattine in modo fashion

Già sappiamo che in ogni oggetto usato si nasconde un potenziale nuovo oggetto.
Prendiamo le lattine.

Quante ne gettiamo ogni giorno?
E quante cose potremmo creare con quelle che buttiamo via?

La domanda è ovviamente retorica: con un pizzico di fantasia le lattine si prestano a diventare
oggetti diversissimi ed estremamente originali, la cui creazione è divertente, economica e foriera
di grandi soddisfazioni.

Perché comprare degli accessori quando possiamo crearli noi stessi e renderli unici con il riciclo creativo?

Di idee è pieno l'etere, ma abbiamo provato a raccogliere quelle più originali e facilmente
realizzabili.

Eco-Borse

C'è chi con le lattine crea borse, per esempio. In che modo? Come spiega una giovane ragazza nel suo tutorial, realizzare un accessorio di questo tipo è abbastanza semplice: è sufficiente immaginare un modello e definirne i contorni, ritagliarne la sagoma sulla carta, tagliare a pezzettini l'alluminio delle lattine dopo averlo livellato e unirli poi in un mosaico che ricalchi le sagome con l'aiuto di una pinzatrice e di un po' di filo. Una volta terminati tutti i lati, è sufficiente cucirli assieme utilizzando come base un materiale più resistente, per esempio del vinile o un tessuto abbastanza spesso. Voilà, il gioco è fatto e potete star certi che qualunque borsa decidiate di creare, sarà un pezzo unico! 

Cornici



 
L' effetto mosaico dei pezzettini di alluminio si presta a molte altre applicazioni: c'è chi per esempio ha creato con la stessa tecnica delle originali cornici per specchi ed orologi, o chi con l'effetto carioca delle lattine incornicia le fotografie. Il procedimento è sempre lo stesso ed è molto semplice: su una base di legno, plastica o cartone vanno incollati i rettangolini di alluminio precedentemente piallati fino a creare il mosaico che più ci piace. Vista la difficoltà di incollare l’alluminio su un altro materiale, è consigliabile stendere sulla superficie della cornice una pasta indurente ed incastonarvi i pezzetti di alluminio, lasciando che sia la pasta stessa, indurendosi, ad intrappolarli. 

Eco-gioielli


 
Ritagliando l'alluminio nella forma desiderata e ripiegando gli angoli per evitare di tagliarsi, è anche possibile dar vita a bracciali e orecchini colorati e molti altri accessori utilizzando la fantasia o ispirandosi a chi ne ha già creati. A tal proposito vi consigliamo di dare un'occhiata a questi gioielli riciclati che possono essere ricreati facilmente con un pizzico di manualità e creatività. 
 
Tendine
 
Allo stesso modo, ritagliando l’alluminio in pezzetti dalle forme geometriche e smussandone gli angoli è possibile unirli con dei fili colorati e creare delle tendine leggere, appesantite alle estremità da qualche perlina di vetro. 
 
Posaceneri e sottobicchieri


Accessori Eco-fashion dalle linguine 

Per la creazione di accessori anche le linguette delle lattine sono una ricchezza. Se avete pazienza, manualità e fantasia le possibilità sono innumerevoli: cucendo tra loro le linguette potete infatti creare oggetti molto belli ispirandovi a designer che di questo riciclo creativo hanno fatto un'attività vera e propria e che vendono ora in tutto il mondo borse, accessori persino vestiti tappezzati di metallo. 

 

Le idee per il riutilizzo delle lattine non mancano nemmeno nel campo dell'arredamento.
Le lattine più robuste sono perfette per diventare originali lanterne da giardino.
Una volta svuotate e lavate con cura, scegliete che fantasia volete riprodurvi e disegnatela sulle lattine con un pennarello. Usando un chiodo abbastanza spesso ed il martello praticate dei fori a distanza l'uno dall'altro di circa mezzo centimetro (per evitare che la lattina si ammacchi, è consigliabile riempirla prima d'acqua e riporla in congelatore per una notte). Una volta terminata questa operazione non rimane che forare la lattina in due punti contrapposti in prossimità del bordo e far passare per i due fori del filo metallico, ripiegandone le estremità con l’aiuto delle pinze. A questo punto è sufficiente rimuovere i residui di pennarello con un po’ di alcool o in alternativa dipingere la lattina del colore che preferite (il modo più semplice è utilizzare della vernice a spruzzo), inserire la candela ed ecco risplendere una lanterna fai-da-te, riciclata, ecologica e indubbiamente unica. 






 


L'Italia dei fuochi - Presa diretta del 10/02/2014





Limoniamoci !!!


Il Limone è un albero da frutto appartenente al genere Citrus e alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune limone si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto.
Secondo alcuni studi genetici, il limone è un antico ibrido tra il melangolo e il cedro. Il limone è un albero che raggiunge dai 3 ai 6 metri di altezza. I germogli e i petali sono bianchi e violetti.
Il frutto è giallo all'esterno e quasi incolore all'interno, di forma sferica fino ad ovale, spesso con una protuberanza all'apice e appuntito all'altra estremità. La buccia può essere da molto ruvida a liscia, più o meno foderata all'interno con una massa bianca spugnosa detta
albedo. Solitamente i limoni si coltivano per la produzione di frutti ma la pianta può essere coltivata in vaso a scopo ornamentale.
Sebbene le origini del limone siano incerte, si pensa che i primi luoghi in cui sia cresciuto siano la Cina, dove veniva coltivato già prima della Dinastia Song la regione indiana dell'Assam e il nord della Birmania.
Secondo alcuni studiosi, gli antichi romani conoscevano già i limoni. Tale ipotesi è supportata dalle raffigurazioni di limoni presenti in alcuni mosaici a Cartagine e affreschi a Pompei, ma secondo altri studiosi è possibile che gli autori di tali opere avrebbero semplicemente importato tali agrumi o li avrebbero visti nei loro paesi di origine. Non ci sono infatti prove in ambito paleobotanico o letterario che avvalorino tale ipotesi.
In Europa la prima coltivazione di limoni è stata avviata in Sicilia dopo il X secolo e più tardi a Genova a metà del XV secolo. Nel 1747 il medico scozzese James Lind consigliò l'utilizzo del succo di limone come cura contro lo scorbuto.
Nel XIX secolo il limone iniziò ad essere coltivato intensivamente in Florida e California.
Il limone fiorisce e fruttifica due volte l'anno. La fioritura dura almeno due mesi e il frutto maturo può attendere altri due mesi sull'albero prima di venir colto, il che favorisce una raccolta sistematica. La fioritura primaverile produce i frutti migliori, la cui raccolta dura poi tutto l'inverno, da novembre ad aprile o maggio. La seconda fioritura, a volte forzata nelle piantagioni commerciali, avviene in agosto e settembre, i frutti si possono raccogliere da maggio in poi, subito dopo quelli invernali. In condizioni favorevoli, un albero adulto può dare da 600 a 800 frutti all'anno.


 
Alcune varietà di limone. Da sinistra a destra: Limone Costa d'Amalfi, limone di Sorrento e limone di Siracusa.
Spesso si fa distinzione tra limoni gialli e verdi, ma si tratta di una distinzione meramente commerciale, in quanto i due tipi crescono sullo stesso albero. Il limone verde è il prodotto della fioritura estiva, la quale viene spesso indotta artificialmente con l'assoluta privazione di irrigazione della pianta nei mesi di giugno e luglio. In questo modo si ottengono frutti dalla sottile buccia verde e dalla polpa molto succosa. Possono rimanere immagazzinati per lungo tempo e sopportano bene trasporti e sbalzi di temperatura, per cui vengono esportati in tutto il mondo, mentre i loro "fratelli" limoni invernali, coprono il fabbisogno dei mercati interni. Questo tipo di forzatura dell'albero ne abbrevia la vita, ma si tratta di una pratica molto vantaggiosa economicamente, per cui generalmente adottata in tutte le piantagioni.
In Italia il limone si coltiva a scopo produttivo principalmente nel Meridione, in particolare in Sicilia, Calabria e Campania.
Il limone viene coltivato in tutto il mondo nella fascia subtropicale, dove il clima è sufficientemente caldo ed umido ed è un importante prodotto di esportazione per molti paesi al di fuori dell'Unione Europea nel periodo "fuori stagione".
Come utilizzare il limone in cucina e non?
In media, la buccia del limone può raggiungere il 40% del peso complessivo, un altro 3% è rappresentato dai semi. Pur trattandosi di una media il dato fa capire che il frutto non viene coltivato solo per il succo. Dalla buccia, molto apprezzata per la produzione di canditi, si estraggono anche essenze e pectina. Dai semi si estrae l'olio e gli avanzi si impiegano nell'alimentazione animale.

 
La parte del frutto più comunemente utilizzata è il succo che rappresenta fino al 50% del suo peso, contiene 50-80 grammi/litro di acido citrico, che conferisce il tipico sapore aspro e diversi altri acidi organici tra cui l'acido malico, l'acido ascorbico o vitamina C. Il succo pastorizzato si mantiene senza conservanti per almeno un anno e viene usato come ingrediente di vari alimenti e bevande. Il succo concentrato viene invece sottoposto ad ulteriore lavorazione e consumato nell'industria conserviera. Dal succo del limone si produce la limonata, una bevanda a base di succo di limone, acqua e zucchero.

 
Olio essenziale di limone.
L'olio essenziale del limone è un liquido etereo e volatile con un colore che va da giallo a verde, una volta estratto per pressione meccanica mantiene l'odore della scorza, è quasi completamente solubile in alcol etilico a 96° ed è costituito prevalentemente da limone. Occorrono circa tremila limoni per ottenere almeno 1 kg di essenza, e in genere i frutti verdi ne forniscono maggiori quantità. È impiegato principalmente nell'industria alimentare per il suo potere aromatizzante ed in quella profumiera.
Anche in farmacologia il limone è molto apprezzato e le sue parti utilizzate sono il succo e il pericarpio (scorza). Il suo uso come farmaco era consolidato quando ancora non si sapeva nulla delle vitamine. Innanzi tutto ne veniva apprezzato il succo quale antiemorragico, disinfettante e ipoglicemizzante (tende a far diminuire il glucosio nel sangue).
Nell'aromaterapia viene indicato come rinfrescante, tonico per la circolazione, battericida, antisettico, valido per abbassare la pressione arteriosa, utile per eliminare verruche, calli, gengive infiammate, per curare artrite e reumatismi, vene varicose, raffreddore, influenza. Era reputato indispensabile nella cura dello scorbuto, cosa ben nota tra i marinai che non mancavano di approvvigionarsi di limoni prima di ogni viaggio impegnativo.

 
100 g di polpa di limone
contengono:


kcal kJoule acqua lipidi potassio calcio magnesio vitamina C
35-56
151-235
84-90 g
0,6 g
149 mg
11 mg
28 mg
51 mg
 
In Sicilia, dove esiste da sempre il problema dell'acqua potabile, era in voga l'uso di immettere nelle riserve d'acqua vari limoni tagliati a metà. La gente sapeva per esperienza che i limoni disinfettano l'acqua e la ricerca moderna ha dato ragione a questa antica saggezza.
Al mattino appena svegli e a digiuno provate a iniziare bevendo una tazza di acqua tiepida e limone. Il succo così acido del limone ha la sua principale proprietà proprio nell’avere nel nostro organismo, un’azione alcalinizzante. Gli acidi che lo caratterizzano una volta introdotti nell’organismo danno infatti reazione basica, questo perché durante la metabolizzazione l’acido citrico si ossida e i sali che ne derivano danno origine a carbonati e bicarbonati di calcio e potassio che contribuiscono all’alcalinità del sangue.
Il limone perché solo mangiarlo? Ecco i benefici:

 
1. Rafforza il sistema immunitario: I limoni sono ricchi di vitamina C e di potassio, che stimola le funzioni cerebrali e nervose. Il potassio aiuta anche il controllo della pressione arteriosa.
2. Bilancia il PH: Bere acqua e limone ogni giorno riduce l’acidità totale del vostro corpo. Il limone è uno degli alimenti più alcalini. Sì, il limone ha acido citrico, ma non crea acidità nel corpo una volta metabolizzato.
3. Aiuta la perdita di peso: I limoni sono ricchi di fibre di pectina, che aiutano a combattere la fame. È stato anche dimostrato che le persone che hanno una dieta più alcalina perdono peso più velocemente.
4. Aiuta la digestione: Incoraggia il fegato a produrre la bile, che è un acido che è richiesto per la digestione. La digestione risulta efficiente e si riducono il bruciore di stomaco e la costipazione.
5.Pulisce la pelle: Il componente di vitamina C aiuta a diminuire le rughe e le imperfezioni. L’acqua di limone elimina le tossine dal sangue e aiuta a mantenere la pelle chiara.
6. Rinfresca l’alito: Aiuta anche ad alleviare il dolore alle gengive.
7. Allevia i problemi respiratori: Acqua calda e limone aiuta a sbarazzarsi di infezioni polmonari e placare la fastidiosa tosse.
8. Aiuta contro la disidratazione: Una tazza di acqua calda e limone al mattino previene la disidratazione e la cosiddetta fatica cronica o fatica surrenale.

Tra le molte proprietà del limone ricordiamo quelle antiscorbutiche, vitaminiche, dissetanti, rinfrescanti, toniche, aromatizzanti, digestive, antiacide, antiuricemiche, antireumatiche, astringenti, ipotensive. È quindi consigliato in caso di influenze, malattie infettive, anemia, nausea, reumatismo, inappetenza, bronchiti, arteriosclerosi, digestioni difficili, scorbuto, insufficienza del fegato, diabete, gotta, ipertiroidismo e calcoli renali.
Del limone può essere utilizzato praticamente tutto (fiori, foglie, rametti) ma in terapia quello che più di ogni altra parte del limone viene utilizzato è il succo, il quale alle proprietà rinfrescanti e dissetanti accomuna quella disinfettante. Presenta azione fluidificante e purificatrice del sangue, rende elastiche le arterie e agevola la fissazione del calcio. Ha virtù astringenti ed è consigliato in caso di dissenteria ed enteriti.
Non dimentichiamo infine le virtù diuretiche che agevolano i processi di dimagrimento e disintossicazione.
La sua proprietà principale è comunque quella di equilibrare e regolarizzare il metabolismo e

in particolare le funzioni digestive. Ciò rende particolarmente indicata la sua assunzione durante periodi di dieta alimentare.
La presenza di acido citrico lo rende utile contro la litiasi biliare e in caso di forme leggere di intossicazione.
Una terapia che preveda la somministrazione di 200 g di succo di limone al giorno aiuta a risolvere gravi stati di acidosi, mentre qualche cucchiaio di succo di limone diluito nell'acqua è ottimo perneutralizzare un attacco di iperacidità gastrica.


Una somministrazione quotidiana di succo di limone determina comunque anche una riduzione del tasso di colesterolemia, uricemia e bilirubinemia, regolarizza il metabolismo basale senza influenzare la pressione arteriosa. Risulta quindi ideale effettuare una cura al succo di limone in presenza di tutti quei disturbi che possono essere accompagnati da un eccessivo livello di acidità nell`organismo: diabete, gotta, sindromi uricemiche, ipertiroidismo, calcolosi biliare, ittero ...
Eventuali malattie reumatiche trarranno quindi beneficio dalle proprietà alcalinizzanti del succo di limone, il quale agirà a due livelli; da una parte eviterà la formazione di derivati acidi del metabolismo, dall`altro riattiverà le reazioni di smaltimento che si sono inceppate. Il limone si dimostrerà pertanto un ottimo antireumatico, antigottoso e antiartritico, senza nulla togliere a tutte le altre sue proprietà.
L'essere umano è tra le poche creature che non sintetizza la vit. C e ha quindi bisogno di un apporto quotidiano esterno di questa vitamina pari a circa 50-60 mg, corrispondenti alla quantità contenuta in un limone.
Una carenza marcata di vit. C può provocare molti gravi disturbi: debolezza ossea e dell`apparato dentale, debolezza del muscolo cardiaco, debolezza muscolare, anemia, carenza di calcio, scorbuto.
L`alta percentuale di vit. C presente nel limone fa si che una dieta a base di questo frutto rappresenti un ottimo coadiuvante in molte terapie.
Erroneamente si pensa che la principale controindicazione nell`uso del succo di limone sia dovuta al suo essere un alimento acido e che quindi, se assunto periodicamente, provochi acidosi e irritazione allo stomaco, corroda lo smalto dentale ecc. Non esiste luogo comune più errato di questo poiché, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, il processo di metabolizzazione che il nostro organismo attua nei confronti del succo di limone provoca la trasformazione degli acidi contenuti nel frutto in carbonati alcalini.
Il succo di limone non presenta quindi particolari controindicazioni: può essere assunto da tutti, grandi e piccoli, e non esistono pericoli per chi soffre di dispepsie, acidosi o ulcere gastriche.
L'unica vera controindicazione nei confronti di un'assunzione periodica di limone esiste per persone che soffrono di gravi insufficienze epatiche e iperacidità gastrica cronica.


Ci sono alcune cose che occorre tenere in considerazione affrontando un periodo di cura al succo di limone.

I limoni devono essere sempre consumati al giusto grado di maturazione, in modo da poter usufruire del momento di massimo sviluppo delle proprietà medicinali di questo frutto.
• I limoni vanno spremuti freschi e consumati al più presto. Perché possa espletare le sue funzioni non bisogna assumere nessun altro cibo per almeno mezzora dall'ingestione del succo.
Il limone è battericida; antisettico; antitossico; attivatore dei globuli bianchi nella difesa organica; rinfrescante; tonico del sistema nervoso e simpatico; toni-cardiaco; alcalinizzante; diuretico; antireumatico; antigottoso; antiartritico; calmante; antiacido gastrico; antisclerotico; antiscorbutico; tonico venoso; fluidificante del sangue; ipotensore; depurativo; antianemico; favorisce le secrezioni gastroepatiche e pancreatiche; emostatico; carminativo; vermifugo; anti velenoso; cicatrizzante;

Il limone può essere impiegato per infezioni, malaria e stati febbrili, prevenzioni delle epidemie; astenia, inappetenza, ascite, reumatismi, litiasi, iperacidità, aerofagia, arteriosclerosi, varici, flebiti, fragilità capillare, obesità, ipertensione, anemia, vomito, emofilia, parassiti intestinali, asma, bronchite, cefalea e stati influenzali.
Indicazioni per uso esterno: raffreddori di testa, sinusiti, otiti, emorragie nasali, afte, eruzioni cutanee, dermatosi, foruncoli, emicranie, verruche, herpes, geloni, punture di insetti, tigna e scabbia.

Dopo tutto questo parlare di limoni non vi è venuta sete? Che dite se prepariamo un buon limoncello?

L’ingrediente essenziale è ovviamente il limone, che dovrebbe essere di Sorrento, quindi dalla buccia ricca di oli essenziali, molto spessa, rugosa e color giallo citrino.

La preparazione del Limoncello è semplice ma bisogna praticarla con meticolosità, e se bene osservata, in poco più di un paio di mesi questo profumatissimo liquore giallo dall’aroma deciso, potrà essere gustato, il più delle volte come digestivo, ma anche sui dolci o nelle macedonie.
Limoni 10 medio - grossi non trattati
Zucchero 1,200 kg
Acqua 1 litro e 1/2

Alcol puro a 95° 1 litro

Lavate i limoni in acqua tiepida e spazzolateli per ripulirli da eventuali residui. Sbucciateli con un pela patate, mettete le scorze su un tagliere e riducetele a piccole listarelle, mettetele poi a macerare per un mese insieme a 750 ml di alcool in un contenitore di vetro chiuso ermeticamente, in un luogo buio e fresco. Passato il mese, portate ad ebollizione l’acqua e unitevi lo zucchero, mescolando fino al suo scioglimento, a questo punto lasciate raffreddare lo sciroppo ottenuto, e poi versatelo, insieme agli altri 250 ml di alcool, nel contenitore contenente le scorze in infusione. Chiudete di nuovo il contenitore e lasciatelo riposare per altri 40 giorni sempre al buio. Trascorso questo periodo, aprite il contenitore, filtrate il tutto, mettetelo in bottiglia e riponetelo in freezer, e … buona degustazione!!!
Potete conservare il limoncello in un luogo fresco e asciutto, ad esempio il frigorifero. Una volta aperto è bene consumarlo entro 3-4 settimane al massimo.

 
Federica De Sanctis

L’Olocausto visto da una ragazzina, dal 27 marzo “Storia di una ladra di libri”

Quando Liesel arriva nel piccolo paese alle porte di Berlino per conoscere i suoi nuovi genitori, la vita le ha già mostrato la parte più orribile; nella lunga traversata verso la destinazione ha visto morire il fratellino, destinato come lei ad essere adottato, e si è dovuta separare repentinamente dalla madre, deportata per via delle sue idee politiche (è comunista). Hans e Rosa Hubermann, però, sono delle brave persone. Certo, Rosa è piuttosto rude, a volte fastidiosa, ma ha un cuore grande. Hans, poi, con i capelli spettinati, la fisarmonica sempre pronta a suonare e quella tenerezza speciale nel prenderla per mano, è davvero il re buono delle favole. Ma la guerra è spietata e continua a devastare tutto; Liesel lo comprende il primo giorno di scuola, quando viene aggredita dai compagni di classe perché è analfabeta. Le bandiere con la svastica coprono tutto l'edificio e il luogo che dovrebbe educare alla bellezza e proteggere la conoscenza diventa l'ennesimo territorio di conquista per gli adepti di Hitler. Liesel però ha l'amicizia di Rudi e tanto le basta per sopportare meglio quei giorni. Eppure tutto sta ancora per cambiare per la bimba, nel momento in cui in casa arriva Max, un giovane ebreo, fuggito ai rastrellamenti nazisti, che viene amorevolmente nascosto da Hans e Rosa. Quello sconosciuto dal volto emaciato instaura con lei un rapporto di grande amicizia; Liesel diventa i suoi occhi e inizia a scoprire il piacere di usare le parole apprese anche grazie a papà Hans per raccontare a Max le piccole e grandi novità della vita. La bimba fa tesoro di questo dono e lo sfrutta in altri momenti difficili, ad esempio quando Max si ammala gravemente; Liesel decide di curarlo (e guarirlo) leggendogli ogni giorno decine e decine di pagine di libri rubati dalla biblioteca del borgomastro. Se nelle parole, come l'amico le ha detto, è nascosto il segreto della vita, quel segreto la aiuterà a non far morire chi ama.
00:02:27
Liesel la ladra
Tratto dal best seller di Markus Zusak (La bambina che salvava i libri, ben otto milioni di copie vendute in tutto il mondo) il film di
Brian Percival, Storia di una ladra di libri, è un'opera gradevole, in cui ricostruzione storica e gusto del racconto si intrecciano alla perfezione, per un risultato finale che, pur non essendo particolarmente originale, arriva al cuore. Noto per aver diretto numerosi episodi della serie televisiva di culto, Downton Abbey, Percival riesce a mantenersi in equilibrio nel raccontare la storia di questa piccola eroina, la brava Sophie Nélisse di Monsieur Lazhar, senza scadere nel patetico. E' un merito grande in un'operazione del genere, in cui l'aspetto lacrimevole rischia di coprire i reali contenuti della narrazione. E' un film lineare, quello di Percival, il cui intento è quasi pedagogico; esso raggiunge con facilità l'obiettivo che si prefigge, non solo esaltare il coraggio degli umili, ma anche sottolineare che è proprio la cultura (rappresentata qui dai libri e dal voler raccontare) l'unica roccaforte in grado di salvarci dalla malvagità. L'insopprimibile desiderio di imparare a leggere e scrivere è per Liesel la stessa spinta che la porta a vivere, ad andare avanti, a riscattare il dolore vissuto (la morte del fratellino, la separazione dalla madre) attraverso fantasia e creatività; subito si instaura un legame forte col suo nuovo papà, Hans (Geoffrey Rush, estremamente misurato). E' lui a insegnarle a leggere il primo libro, a scrivere per lei un abbecedario sul muro del seminterrato. Ladra per necessità, quindi, e poi per passione, amore, voglia di vivere.

Questione di cultura
Dunque sono i libri da salvare e a salvare; il primo 'furto' è quello del romanzo di
H.G. Wells, L'uomo invisibile, finito in uno dei tanti roghi voluto dal regime nazista per colpire oppositori politici e scrittori considerati immorali o sconvenienti. Per Liesel quel gesto irresponsabile diventa il primo atto di consapevolezza piena della sua diversità, rispetto all'avvilente realtà che la circonda. Diviene insomma un 'no' gridato contro Hitler; anche perché i vessilli nazisti sulla scuola e i canti dei bambini in uniforme (che Percival alterna efficacemente alle immagini delle rappresaglie contro gli ebrei) sono il segno più spaventoso di una barbarie galoppante, difficilmente arginabile, non da una bambina almeno. Ecco perché Liesel non è un personaggio eroico in senso classico, è solo una bambina che tenta di comprendere quanto sta avvenendo attorno a lei e che diventa grande, senza sacrificare gli affetti, anzi, ritrovando in ogni rapporto umano il movimento necessario per andare avanti. Leggere, scrivere, raccontare, questa è la vita, le parole hanno il potere di far vedere ciò che non si può e quando Max sbianchetta il Mein Kampf e lo trasforma in un diario in cui la ragazzina potrà appuntare la sua vita, rivedere momenti del passato, il cerchio si chiude. 


spazio
Germania, anno zero
Lo scrittore Zusak nasce in Australia da madre tedesca e padre austriaco, è quindi il rappresentante di una 'nuova generazione', che ha fatto propria la tragica esperienza dei padri e dei nonni, modulandola in maniera diversa, proponendola sotto una luce differente. Tra gli aspetti più interessanti del film, infatti, c'è proprio la novità del punto di vista; la storia (anche quella con la S maiuscola) viene presentata cioè dalla prospettiva dei tedeschi e sono uomini e donne perbene. La moglie del borgomastro mette a disposizione di Liesel la sterminata biblioteca del figlio (che sarà poi saccheggiata per motivi di forza maggiore dalla bambina), Hans e sua moglie Rosa, malgrado i mugugni della donna, la bravissima
Emily Watson, sono pronti a rischiare tutto pur di salvare Max e il piccolo Rudi, atleta sopraffino, si dipinge di nero per assomigliare all'idolo Jesse Owens, 'l'uomo più veloce del mondo'. Pochissimi dunque i riferimenti alla popolazione silenziosamente accondiscendente o a chi appoggiava acriticamente i progetti del Fuhrer; questa scelta di campo nettissima non priva il film della sua drammaticità, ma certo lo trasforma più in una sorta di fiaba, seppur venata di nostalgia e dolore, che non nel resoconto di una società profondamente dilaniata. Eppure, è proprio questo slancio, questa fiducia negli esseri umani, che alla fine ci commuove. E ci regala un po' di speranza in più. 
 
((FRA